VELLETRI. L’ex carcere di Castello diventa proprietà del Comune

CONSIGLIO COMUNALE DEL 30 LUGLIO

Il 30 luglio è stato presieduto dal Presidente Andreozzi, il terzo Consiglio Comunale della nuova giunta eletta il 10 giugno dai cittadini di Velletri.
I temi principali del Consiglio sono girati intorno alla questione del bilancio, ma ovviamente, senza far mancare discussioni su altre questioni.
Prima di partire dall’Ordine del giorno, è avvenuta un’interrogazione da parte del Consigliere Trenta (M5S) nella quale ha richiesto le tempistiche e le modalità che saranno attuate per tenere sotto controllo le società partecipate e l’importanza che il Consiglio porrà sulla questione.
Tuttavia, la vera diatriba tra l’opposizione e la maggioranza, è fuoriuscita già dal primo punto affrontato in Consiglio, ovvero la votazione per la ratifica dell’acquisto dell’ex carcere e per l’acquisto di un nuovo pacchetto informatico. L’ acquisto dell’ex carcere, per un milione e duecentomila euro, si può dire, che è stato il protagonista di quasi tutta la mattinata tra l’opposizione che ha votato no e la maggioranza, in maniera favorevole.

A parlare è stato soprattutto il Consigliere Giorgio Greci (Con Voi per Velletri) che ha voluto sottolineare a coloro che hanno posto all’ordine del giorno l’acquisto di un bene, che la delibera in questione era stata portata in Consiglio a maggio, ovvero poco prima delle elezioni e che quindi, non si è dato modo ai nuovi consiglieri, insediatisi dopo giugno, di informarsi. Inoltre, non avendo accennato ancora da un progetto di riqualifica (motivazione portata avanti anche dal Consigliere M5S Trenta), si sta votando un acquisto poco responsabile.

“Se questo punto si fosse slittato di una settimana e con le possibilità di riconvocare le amministrazioni sarebbe stato meglio. Bisogna sapere cosa si vota. Bisogna capire: cosa verrà fatto all’ex carcere, qual è l’impronta politica di questa decisione.”
La risposta non è tardata dal Consigliere Fiocco (Liberi e Uguali) il quale ha voluto sottolineare a tutti i presenti che l’iter per l’acquisto dell’ex carcere fosse già partito e che si stava votando una ratifica dell’acquisto.

Giorgio Fiocco

Per di più si è parlato di continuità amministrativa dal momento in cui le prime carte per l’acquisto erano state poste sui tavoli a maggio, con la vecchia giunta comunale. E qui, in coro, esponenti della maggioranza, hanno voluto difendere le trattative partite dallo scorso maggio ricordando che senza nulla di illegale e di immorale, si parla di recuperare un pezzo del centro storico di Velletri, che sta a cuore di tutti.
Il consigliere Fiocco, partecipe alla seduta, ha voluto ribadire: “ è una ratifica, un atto dovuto che metterà la nostra città in modo che non si ritorni alla strumentalizzazione di certi argomenti.”
E successivamente Leoni: “Si parla del recupero di quell’area, sarebbe rimasto ai ratti, quella bruttura da domani non sarà più una bruttura.”
Oltre Greci, invece, nella minoranza è stato Paolo Felci a dire la sua, facendo presente che il voto derivava, appunto, dal poco tempo che era stato dato ai nuovi consiglieri di informarsi sulla questione, e che il suo voto, dal fatto di non sapere la storia politica dell’ex carcere e le trattative che erano state fatte dal Comune negli ultimi mesi, sarebbe stato negativo.
Il M5S con Trenta, invece, ha messo sul fuoco un discorso che tutti avevano preso sottogamba, ovvero il fatto che, oltre l’assenza di una pianificazione e un calcolo degli investimenti che dovrebbero ricadere nelle tasche dei cittadini, che l’ ex carcere sarà pagato in “cash” per una mancata disponibilità di avere un finanziamento, ma per le voci della maggioranza, l’ acquisto con i soldi del comune era stato già previsto e immesso nella lista degli investimenti del 16 novembre.
E Greci, riprendendo il discorso di Trenta, è voluto andare a sottolineare che il suo è un voto di coerenza, senza dimenticare di fare frecciatine a coloro che nella vecchia amministrazione erano all’opposizione e ora in maggioranza, e alle scelte di alleanza fatte dal PD.

Vedendo gli animi infuocati, il Sindaco ha voluto fare un discorso invitando a pensare a cosa significa riprendere tra i beni del Comune l’ex carcere e ricordando la storia di quelle mura.
“Stiamo parlando di un bene della nostra città. Sul cosa farci, si può già parlare domani. Per altro, non abbiamo limitazioni da parte dei Beni Culturali, solo sulla facciata e sulla piazza del Comune, sulle altre cose si può fare tutto, dal restauro alla distruzione. Oggi lo acquistiamo e lo leviamo dalla speculazione edilizia, ratifichiamo l’acquisto e per le decisioni sul da farsi, ci sarà un dialogo nell’interesse della città, ma bisogna recuperarlo. Per invece le decisioni delle alleanze, abbiamo fatto le dichiarazioni e la situazione è chiara.”
Tuttavia, le parole del Sindaco non sono riuscite a portare l’opposizione dalla sua parte, che ha votato incondizionatamente in maniera negativa.
Ma il vero contrasto tra i due fronti, si è avuto passando agli altri punti dell’ Ordine del giorno, ovvero del riconoscimento dei debiti fuori bilancio.

Giorgio Greci

Soprattutto Greci e i suoi Consiglieri, che dopo aver avvisato di uscire dall’aula al momento delle votazioni del fuori bilancio e del loro sgomento di votare debiti fuori bilancio a poco più di un mese dell’insediamento del nuovo sindaco, hanno ripreso temi trattati nel Consiglio precedente come l’incompatibilità e l’illeggibilità di alcuni personaggi, richiamando l’ Art. 69, e all’ abbandono di alcuni temi che forse, a parer loro, dovevano essere trattati nei primi Consigli, come il problema della Volsca Ambiente, totalmente messo da parte.
E qui, Fiocco ha voluto dare una risposta completa a tutte le accuse fatte durante la mattinata :
“Apprezzamento sulla scelta di Trenta e per le sue motivazioni sul voto in opposizioni, e delle sue attenzioni affinchè i bilanci della cittadina siano positivi. Ma critico alla disinformazione mediatica sui conti che sono apposto e difendo le scelte che si stanno facendo sul bilancio e sul suo assestamento. L’aula di consiglio è vigile con amministratori che hanno messo per iscritto quello che vogliono fare per la città. Per la Volsca, il problema non è dove va, ma di come va smaltita l’immondizia. Esiste un ordine del giorno, e dall’ opposizione non ho sentito nessun intervento inerente a quest’ordine. Si è astenuto per convenienze politiche, e quando non si vuol dire che il bilancio sta messo bene escono i mostri. L’ opposizione è interessante quando è costruttiva, non come questa mattina che, non sapendo di cosa parlare, parla di altro.”
Insomma, una Consiglio pieno di botta e risposta, con un’ opposizione rancorosa che ha fatto uscire tutto il suo dissenso già al terzo incontro e una maggioranza fiera della continuità con la giunta precedente e delle prime scelte politiche prese.

Marta Pietrosanti

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