CINEMA. Mamma Mia – Ci risiamo

Il tempo è passato anche per i protagonisti del primo capitolo di questo splendido musical che consacra gli ABBA come nessun altro film saprà mai fare.
In questo prequel/sequel si nota come la potenza espressiva di questa band sappia risollevare ogni situazione o meglio, ogni scivolone della trama. È un sequel che non ha nessuno sviluppo rilevante, se non quello di provocare una forte nostalgia della Streep. La ciliegina sulla torta del musical fa sentire la sua mancanza; non che Lily James sia da meno, anzi, è protagonista assoluta di simpatia, e mette in risalto tutta la sua bravura.
È un prequel ben riuscito su molti aspetti, il modo con cui Donna ha portato avanti la sua vita, tra un amante e l’altro, per poi trovare la stabilità e la bellezza di crescere sua figlia da sola in un paradiso terrestre come l’isola Kalokairi è fulcro del film, ed è interesse portante del pubblico. I tre affascinanti padri di Sophie: Pierce Brosnan, Colin Firth e Stellan Skarsgard rimangono un porto sicuro, ma questa volta sono solo di contorno visto che le loro versioni giovani sono altrettanto affascinanti (ognuno a modo suo) e bravi.
Come detto, il tempo è passato per tutti, e Sophie ha preso le redini dell’hotel trasformandolo in un nuovo paradiso chiamato “Bella Donna”. All’inaugurazione però, per vari motivi, Henry, Bill e Sky (suo marito) non potranno esserci. Ma questa mancanza non le crea molte difficoltà (almeno apparentemente), perché con lei c’è il costante ricordo di Donna, la madre, che ha affrontato tutto questo in passato sfortunatamente da sola.
E così tutto il film è un viaggio tra la memoria del passato, la rappresentazione del presente e le speranze di un futuro che verrà.
Gli arrangiamenti sono notevoli: se da una parte il filo che lega le vicende è debole e a volte invisibile, dall’altra si può sempre contare sugli intermezzi passionali sotto le musiche degli ABBA. La semplicità, quasi imbarazzante, delle scene funge da sfondo perfetto per riempire l’aere di abbondanti citazioni d’amore e promesse. D’altronde i temi del gruppo svedese sono tutti riguardanti le “everyday love story”, sposandosi benissimo con l’immaginario collettivo. Un po’ troppo spinte sono le due figure che incombono su Sophi: le due “madrine” Julie Walters e Christine Barasky si lasciano andare a buffe dichiarazioni random il cui unico scopo è strappare un sorriso al pubblico tra una canzone e l’altra. Non basta certo a soddisfare però l’inconcludenza del film: Ci chiediamo dove vada a parare la trama se non ad un parallelismo incessante tra madre e figlia. I grandi successi come waterloo, dancing queen ed altri sono riproposti e semi arrangiati forse troppo similmente al primo. Però per le aspettative ben ponderate del pubblico sono ben soddisfatte da un ottimo film di intrattenimento e uno splendido musical.

Ascenzio Maria La Rocca

 

 

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