Con una lettera inviata alla Vosca Ambiente e Servizi Il Comune di Velletri dice no all’impianto da 30 mila tonnellate di rifiuti a Carano

Non si farà la fabbrica da 30mila tonnellate l’anno di rifiuti sulle falde idriche di Carano, vicino alla strada provinciale cisterna – Campoleone. Il Comune di Velletri nei giorni scorsi ha infatti ritirato la propria disponibilità a far costruire l’impianto su un proprio terreno, in località Lazzaria – Colle Rosso. Un sito già da tempo controverso, visto che si trova sulla vecchia discarica comunale chiusa nel 1999 e da allora mai bonificata né messa in sicurezza.
Da lì, la montagna di rifiuti sepolti continua a produrre pericolosi percolati fuori controllo. Come documentato dal giornale Il Caffè, l’emergenza è tamponata facendo arrivare grossi Tir autospurgo che prelevano i percolati e li portano via. Parliamo di milioni di litri, su falde che danno acqua potabile ad Aprilia, Latina nord, Cisterna, Anzio, Nettuno e Velletri oltre che a molte aziende agricole e abitazioni rurali. Il “no” del Municipio veliterno è contenuto in una lettera inviata alla Volsca Ambiente e Servizi Spa, la municipalizzata dei rifiuti di proprietà dei Comuni di Velletri, Albano e Lariano. La missiva è stata inviata anche a questi ultimi due enti. Ora la patata bollente passa a questi due Municipi, che nel 2017 avevano ribadito il proprio “sì” al progetto. Ora che Velletri si è tirato indietro, Albano e/o Lariano si renderanno disponibili a individuare un altro terreno – magari non inquinato – su cui realizzare l’impianto a rifiuti? L’operazione è molto delicata ma soprattutto appare necessaria per risollevare le sorti della Volsca Ambiente e Servizi, erede della già fallita Volsca Spa.
I conti della “nuova” municipalizzata, infatti, destano una certa preoccupazione visto che ha accumulato debiti per oltre 26 milioni, come rivelato in una delle inchieste del giornale Il Caffè.
Somma a cui vanno aggiunti gli interessi. Una cifra monstre per una società di proprietà di tre Comuni come Velletri, Albano e Lariano. Ma chi di dovere tace e sembra far finta di nulla. L’impianto previsto sulle falde idriche inizialmente doveva essere un cosiddetto “bio”gas: uno stabilimento per estrarre gas dall’immondizia organica. Poi il progetto – dicevano – è stato cambiato in stabilimento compostaggio, cioè per trasformare in terriccio l’umido. Variazione di progetto tutta da dimostrare.
Se l’affare salta, le cose si potrebbero complicare molto per i tre Comuni e per le loro casse e anche per tutte le persone che hanno assunto. L’iniziativa di negare il terreno per l’impianto sarebbe partita dal nuovo Sindaco di Velletri, Orlando Pocci. In campagna elettorale aveva promesso lo stop definitivo allo stabilimento monnezzaro osteggiatissimo da molti agricoltori e residenti della campagna.

Daniele Castri e Francesco Buda

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