Non ci resta che il crimine

Per chi vuole ridere all’italiana, il nuovo film di Massimiliano Bruno è in sala nel cinema Augustus di Velletri; un grande classico rivisitato come solo Alessandro Gassman, Marco Giallini e Gianmarco Tognazzi sanno fare. “Non ci resta che il crimine” è la storia di tre uomini in piena crisi di mezza età, con una insolita nostalgia, nonché ammirazione, per i tempi della “Banda della Magliana”. Moreno (M. Giallini), Sebastiano (A. Gassman) e Giuseppe (G. Tognazzi) sono amici da sempre: scuola insieme, ragazzate insieme. Nel 2018, ormai cinquantenni, si ritrovano a organizzare Tour della “Magliana” clandestinamente. Ed è proprio durante uno di questi “famosi” tour che incontrano “ventosa”, una loro vittima di bullismo. Per sfuggire all’insistenza dell’amico (che ora è ricco e con soddisfazione si appella a loro come “poracci”), attraversano un portale spazio-tempo che li porta nel 1982, anni del mondiale e dell’età d’oro della criminalità organizzata a Roma. Naturalmente, il titolo, la trama e molti altri fattori fanno di questo film una rivisitazione del vecchio capolavoro “Non ci resta che piangere” di Massimo Troisi (1984). Il mostrare le controversie temporali tra presente e passato è ormai una abitudine cinematografica. In questo film però, non risultano affatto pesanti e fastidiose. Si ride tanto, e di gusto. Non c’è ombra di ostentazione nel far apparire una realtà che gli spettatori conoscono bene, né presunzione di essere un film rivoluzionario.
È un film per tutti: per chi vuole sentire un bel po’ di romano, per chi vuole sognare di crimine e rivalse nella propria vita. Per chi vuole ammirare la spettacolare bellezza, e strepitoso talento di Ilenia Pastorelli e la bravura senza tempo di un trio come quello sopracitato. Motto del film è “fare i soldi co’ ‘a pala” (ovviamente se ne fa garante Marco Giallini e il suo irresistibile fascino romanesco), sintomo che nell’arco di trent’anni poco è cambiato se nella mente dell’italiano medio vi è sempre il desiderio materialista di fare i “soldi veri”. Un Edoardo Leo particolare (interpreta Renatino, boss della Banda della Magliana), che riprende le sembianze criminali seguendo la scia della Trilogia “Smetto Quando Voglio”.
Davvero sorprendente come pochi elementi possano attirare e divertire lo spettatore fino alle lacrime: dimostra come un grande cast possa esser la base di un grande successo.

Ascenzio Maria La Rocca

Please follow and like us:
2