Grande successo per la prima edizione di “Albano In Libro”

Il Palazzo comunale diventa per tre giorni luogo della cultura

Se è vero il detto «Buona la prima», non c’è appuntamento migliore su cui cucirlo di “Albano In… Libro”. La prima edizione del Festival organizzato dall’Amministrazione comunale con il contributo delle librerie del territorio, le biblioteche e l’agenzia Blink eventi e comunicazione, ha infatti regalato tre giorni di inizio maggio densi di appuntamenti per grandi e piccoli tutti dedicati al libro, alla parola e – come tema principale del Festival – alla musica. La forte vocazione in questo campo della città di Albano, ha infatti spinto l’organizzazione a fondere il concetto di lettura a quello di nota, per poter avvicinare con dolcezza e armonia quante più persone possibili al libro. Gli appuntamenti sono stati tanti e tutti con un enorme seguito di pubblico, nonostante il tempo non certo primaverile.
La casa comunale – “Albano In… Libro” si è svolto infatti totalmente all’interno di palazzo Savelli – è stata quindi il luogo di incontro delle emozioni, passioni, curiosità di autori e lettori. Apice del Festival, il regalo che Simone Cristicchi e Nicola Brunialti hanno fatto alla città con l’intervista “Accordi d’Autore”. I due artisti si sono raccontati, hanno messo al centro del loro narrare l’importanza della parola, che sia in musica o stampata su di un libro. Soddisfazione finale da parte dell’assessore alle Biblioteche Alessandra Zeppieri: «Ringrazio questo gruppo per come ha lavorato. C’è stata sinergia e affiatamento sin da subito verso l’obiettivo comune che era quello di regalare una bella esperienza alla città. E sono certa ci siamo riusciti. Ringrazio Il Soffiasogni, TUedIo Design, Mondadori Caracuzzo, le Biblioteche di Albano, Cecchina e Pavona, Ottavia Lavino e la sua agenzia, Francesco Saverio Teruzzi, Claudia Moretta e Alessia Ramazzotti. L’ottimo lavoro e la passione portano sempre a ottimi risultati». Anche il sindaco Nicola Marini ha voluto esprimere la sua soddisfazione e rilanciare già per il prossimo anno: «Questa edizione vuole essere la prima di tante altre. Siamo certi che possiamo migliorare, prendere spunti dai suggerimenti, modificare alcuni aspetti per regalarvi il prossimo anno un “Albano In… Libro” ancora più ricco, ancora più emozionante. Grazie a voi cittadini, sia grandi che piccoli, per il calore e l’entusiasmo che avete dimostrato in questi tre giorni. Alla prossima edizione! E buone letture!».

Durante le tre giornate del Festival abbiamo intervistato alcuni autori che hanno preso parte alla manifestazione

Luigi Viva


“In una società che accusa un grave analfabetismo cognitivo, quanto è importante la letteratura e la musica come mezzo di comunicazione?”
“Io l’ho sempre pensata come Fabrizio De André, che la cultura rende liberi. Quindi le arti in generale e lo studio della musica sono mezzi potentissimi per raggiungere sia la libertà che una propria opinione e idea verso il mondo. Purtroppo, vedo che questi studi, o meglio, attitudini sono molto disattese dai giovani: governati e nascosti dagli apparecchi elettronici, in balia di bombardamenti continui di messaggi. La stampa ormai è un’organizzazione che punta solamente a vendere prodotti e idee politiche, quindi non è facile riemergere tra tutto questo fango. Ma le assicuro che un buon 10 % di questi giovani rappresenta il barlume di speranza di questo mondo e delle arti. Spesso sono ragazzi diversi, con pensieri di opposizione e rivalsa verso il mondo e spesso vengono denigrati e emarginati. Questa separazione la si può benissimo cogliere nelle distinzioni musicali che i giovani applicano, partendo dapprima dal concetto di “bellezza”. Speriamo che Fabrizio abbia, come sempre, avuto il colpo di genio quando diceva che “bisogna aspettare di storicizzare i valori”.”

Simone Cristicchi


“In una società che accusa un grave analfabetismo cognitivo, quanto è importante la letteratura e la musica come mezzo di comunicazione?”
“L’arte, in particolare la musica, è l’arma più potente di tutte. È veloce e utilizza dei canali che possono arrivare ovunque, ciò fa sì che il messaggio delle canzoni siano di grandissima fruibilità. L’importante è passare attraverso il microfono, avere qualcosa da dire e utilizzare questo mezzo per un fine più alto. Di certo non per veicolare messaggi negativi che possano confondere e deviare il giusto sviluppo, soprattutto dei bambini. Su quest’ultimi è necessario soffermarci, perché i bambini copiano ciò che vedono e, di conseguenza, la responsabilità è dei genitori, come di tutta la società che li “cresce”. Bisogna agire per tempo, la musica e le arti devono essere obbligatori nelle scuole più di quanto già non lo siano, perché abbattono le barriere. Io stesso ho un’esperienza con la musica che è di apertura ed espressione: da piccolo ero molto chiuso, quasi nei dintorni dell’autismo, la musica mi ha permesso di esprimere me stesso al meglio. Mi ha letteralmente salvato. Più che una disciplina la considero una terapia”.

Fabrizio Silei


“In una società che accusa un grave analfabetismo cognitivo, quanto è importante la letteratura e la musica come mezzo di comunicazione?”
“Io penso che ci sia un problema di semplificazione, il lavoro che abbiamo fatto negli ultimi vent’anni ha ridotto notevolmente il numero di lettori e ascoltatori di musica di qualità. Proponendo invece esperienze estetiche che fossero semplificate, facendo propria la profezia del “fruitore debole”, per cui se il fruitore è debole devo dare libri semplici, se ama ridere devo dargli libri divertenti. Se andiamo a vedere la letteratura e le visioni del mondo contemporaneo, vediamo che vincono le narrazioni semplici: quelle dove l’altro è il nemico, dove è chiaro chi ha ragione e chi ha torto.Quando però si affaccia sulla scena il sociologo o l’intellettuale che prova a formulare una chiave di lettura più complessa, la reazione è di fastidio. Questa è la conseguenza della cultura degli ultimi vent’anni fatta di ignoranza e poca cura nell’educazione delle più piccole generazioni”.

Bruno Tognolini


“In una società che accusa un grave analfabetismo cognitivo, quanto è importante per lei la letteratura e la musica come mezzo di comunicazione?”
“Credo che la letteratura e la musica siano mezzi di espressione che hanno ancora la loro rilevanza, anche se in modo differente rispetto ai tempi passati. Nonostante si parli spesso di crisi, io credo che la letteratura sopravviva ancora bene all’avvento dei social e dei nuovi media. Spesso noi ci abituiamo alle forme culturali che conosciamo da un vita e quando queste si rinnovano, tendiamo a pensare che da questo cambiamento ne possa venire una mancanza e non un arricchimento. Invece non è cosi. La cultura e con essa ovviamente anche la letteratura è viva e in salute proprio perché si trasforma e si rinnova. Bisogna continuare a difendere i libri e io in questo faccio senza dubbio la mia parte in qualità di scrittore. Ma ci sono delle storie stupende che non girano solo sui libri, ma anche sui fumetti, sui film e addirittura sui video game. Anche le forme musicali mutano in continuazione. Con il rap la musica si sta legando sempre di più alla letteratura in versi, alla metrica, alla rima, a quelle forme poetiche arcaiche che sembravano morte e sepolte e che, al contrario, rivivono in modo sempre nuovo nella musica di oggi e giustappunto nel rap. Io dico sempre che faccio lo scrittore perché non sono riuscito a fare il musicista.Pertanto il primo ruolo che la musica ha avuto nella mia vita è di frustrazione, però in senso positivo, diventando una sorta di stimolo. Per questa ragione ho deciso d scrivere soprattutto filastrocche, per la loro componenteritmica che, ancor più della poesia, le lega alla musica.

Federico Palmaroli


“In una società che accusa un grave analfabetismo cognitivo, quanto è importante per lei la letteratura e la musica come mezzo di comunicazione?”
A mio avviso oggi si riscontra una pigrizia di fondo nell’approcciarsi alla lettura, cosa che sta anche provocando un disinteresse perfino nelle persone tendenzialmente più acculturate. Ormai non ci si interessa più a nulla di nuovo e soprattutto si tende a non approfondire le informazioni. Le notizie che si apprendono, in particolar modo sui socia, spesso e volentieri suscitano una curiosità momentanea che si limita solo alla lettura del titolo senza andare a fondo. Perciò ben vengano iniziative come questa di “Albano in Libro” dove si riscopre l’importanza e la bellezza di unirsi in nome di una passione comune, ovvero quella per la lettura e in questo caso anche per la musica. La musica ha avuto senza dubbio un ruolo importante nella mia vita e questo lo devo anche e soprattutto ai miei studi umanistici. Studiando tantaletteratura di ogni genere, ma soprattutto latina e greca, ho avuto modo di riscontrare il legame indissolubile tra la cultura musicale e la parola scritta. E proprio questo tipo di approccio umanistico mi ha permesso di apprezzare musicisti del calibro di Franco Battiato che amo definire il “liceo classico della musica”. Per questo trovo sensato e molto stimolante dal punto di vista culturale dedicare un festival al legame tra musica e letteratura in quanto sono, e sempre saranno, due modi di espressione artistica che si compenetrano l’uno delle bellezze dell’altro.

I Ringraziamenti di Blink Eventi e Comunicazione

Si è conclusa questa prima edizione di “Albano In Libro”. Sono stanca ma felice, felice di aver vissuto una bellissima esperienza, densa di tante belle emozioni. Il clima straordinario che ha accompagnato questo evento è indescrivibile. Sono stati tre mesi di lavoro impegnativo ma ne è valsa davvero la pena, perchè con la vostra numerosa presenza, avete decretato il successo di questa manifestazione e ci avete ripagato di tutte le fatiche.
Da oggi sono tornata alla mia quotidianità ma con un bagaglio arricchito e con il cuore colmo di gioia perché ho avuto l’opportunità di conoscere tante “belle persone” , persone speciali, accomunate dalla stessa passione e da tanta forza e tenacia, tipica, permettetemi di dirlo, solo delle donne. Una formidabile squadra che ho avuto il piacere e l’onore di coordinare. Ringrazio il sindaco Nicola Marini e l’assessore Alessandra Zeppieri che hanno scelto di affidarsi alla mia agenzia per dare vita a questa prima edizione del Festival. La dott.ssa Rossana Claps, responsabile dell’Ufficio Cultura per la bella opportunità che mi ha dato, ringrazio l’intero staff comunale per il supporto, in particolare la dott.ssa Roberta Trombetta, il Consorzio per il Sistema Bibliotecario dei Castelli Romani con il suo staff. Infine ringrazio le librerie che hanno avuto un ruolo fondamentale nella stesura del ricco programma, Marina Checchi (Libreria TUEDIO), Sara Quattrini, Roberta Pettinella, Emanuela Felici (Libreria Soffiasogni), Alessandro Caracuzzo (Libreria Mondadori), Fabiana Grasso e Francesca Cesari (Associazione Chissà Dove). E poi ancora Francesco Saverio Teruzzi e Luca Priori, e un grazie molto, ma molto speciale, a Claudia Moretta e ad Alessia Ramazzotti, la nostra bravissima presentatrice. Grazie al mio staff che mi ha supportata anche sopportandomi: Laura D’Andrea, MariaRita Cappucci, Claudia Giammatteo, Ascenzio La Rocca. Grazie al mio amico Antonio Di Trento per essermi sempre vicino. Un grazie lo devo anche ai miei sponsor per il sostegno che mi hanno dato. Infine grazie mille ai fantastici autori per le tante, tante, tante belle emozioni che ci hanno regalato. Un ringraziamento particolare a Simone Cristicchi per il dono che ha voluto fare alla città di Albano.
Ci vediamo il prossimo anno!

Ottavia Lavino

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