Il voto dei veliterni

Elezioni europee del 26 maggio: anche a Velletri, come nel resto del Paese, Lega e Fratelli d’Italia raggiungono insieme il 50% dei consensi (39,95 e 9,36 %); anche a Velletri il fronte democratico, Pd e formazioni minori, ha lanciato segni di ripresa attestandosi intorno al 25%; anche a Velletri il M5S è letteralmente franato passando dal 24 al 14 %; anche a Velletri Forza Italia, nonostante la spinta di Berlusconi, non è riuscito a riguadagnare le posizioni degli anni passati. Lasciando per un momento da parte analisi controverse e dissertazioni pretestuose e presuntuose, espresse dai soliti portatori della verità, sul significato del voto consumato dalle genti italiche, transpadane, cisalpine, celtiche, galliche, germaniche e slave, ci sembra opportuno interessarci esclusivamente dei fatti di casa nostra. Quello che, infatti, preme ai nostri concittadini è di capire, alla luce di quanto è accaduto, se nuovi scenari potrebbero aprirsi nell’immediato futuro. Fermo restando che l’attuale compagine amministrativa, formata da Pd e movimenti vicini a Forza Italia, non presenta, fino a questo momento, segni di cedimento o crisi di rigetto, possiamo divertirci ad immaginare le varie combinazioni possibili, prendendo in considerazione le percentuali di questa tornata elettorale.

A)Un centrodestra ampio con Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia: 58,89 %
B)Centrodestra sovranista con Lega, Fratelli d’Italia :                      49,31 %
C)Lega e M5S:                                                                                          54,49 %
D)Pd, Forza Italia, Più Europa, Europa Verde, Sinistra e M5S :        48,67 %

 La combinazione A, sulla quale si sta lavorando a livello nazionale per recuperare Salvini e far cadere  l’alleanza di governo con M5S, risulterebbe come la più logica per dare vita ad un governo duraturo e, soprattutto, aperto alle esigenze del Paese in chiave europea. La combinazione B, alleanza di destra senza Forza Italia, andrebbe a soddisfare gli obiettivi dei sovranisti in un contesto europeo fatto dai popoli e non dai mercati. La combinazione C, Lega e M5S, lascerebbe sostanzialmente le cose come attualmente stanno con una differenza non di poco conto, La Lega che sovrasta in percentuale il M5S. La combinazione D, la risultante di tutte le forze di sinistra moderate e liberali, una novità assoluta per sperimentare un tipo di governo social-liberale, un ritorno al passato per ridare vita al vecchio Partito d’Azione.

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