Rapporto Mafie nel Lazio. Zingaretti:“Un’agressione continua alla libertà e alla vita civile della comunità”

“Un’aggressione continua alla libertà e alla vita civile della comunità, un potere oscuro in grado di assumere tante diverse facce e con una notevole capacità mimetica. Combattere la mafia vuol dire non solo rafforzare le difese contro le organizzazioni mafiose,ma anche portare sviluppo nei luoghi più fragili, quelli più vulnerabili e quindi aggredibili dalle bande mafiose.” Così ha dichiarato Il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, nell’ultimo “Rapporto Mafie Lazio”.

Di recente, alcuni politici dei centri del litorale, tra il territorio a sud di Roma e la provincia di Latina dove potenti reti criminali la fanno praticamente da padroni da qualche anno a questa parte, hanno deciso di dire basta.
“Anche se, grazie ad una delle più grosse operazioni antimafia eseguite sul nostro territorio, è stato possibile decimare il clan dei Fragalà, la potente famiglia che controlla lo spaccio di stupefacenti e il mercato dell’usura nel nostro territorio, vogliamo sottolineare che questo conferma che non è possibile abbassare la guardia davanti al radicamento della criminalità organizzata”.
In una nota i consiglieri comunali di alcuni comuni si sono spinti a chiedere la istituzione di un osservatorio permanente contro le mafie che agiscono nelle nostre città. Proprio in questi giorni, abbiamo potuto osservare un’enorme operazione da parte dei ROS (Il Raggruppamento operativo speciale dell’Arma dei Carabinieri), i quali hanno portato a termine ben trenta arresti di persone tra Pomezia e Ardea.
A quanto dichiarato da Zingaretti, il Clan Fragalà è stato colpito duramente, essendosi svelati rapporti criminali con la ‘ndrangheta e la camorra. Spaventano i presunti rapporti tra politici locali e tali organizzazioni di stampo mafioso. Nello stesso lasso di tempo, l’operazione “Broken Sword” dell’arma dei Carabinieri di Frosinone ha portato a termine ben otto ordinanze di misure cautelari a membri della famiglia Spada, tutti residenti tra Frosinone e Latina. I capi di accusa sono traffico di droga, estorsione e spaccio con metodi mafiosi. Di queste otto misure cautelari, cinque si sono ultimate con il carcere, due con gli arresti domiciliari e uno con l’ordinanza di presentazione alla Polizia Giudiziaria.

Lo spaccio riguarda ingenti dosi di Cocaina e i metodi mafiosi con i quali si effettuavano le estorsioni possono essere facilmente ricondotti al nome “Spada” e alla sua parentela con i Casamonica. I progetti della criminalità organizzata nel basso Lazio sembrano essere ampi e stratificati, coinvolgono ambiti economici, sociali e politici, spesso guidati e sostenuti da una certa omertà e sfiducia nello Stato e nella magistratura Italiana. Nel rapporto al 2018 “Mafie Lazio” emerge che “l’area di Aprilia e Cisterna è stata interessata da una forte speculazione edilizia, da un forte investimento di capitali di provenienza soprattutto illecita nel settore edilizio, con tutto quello che ne consegue, come cambi di destinazione d’uso, piani regolatori generali approvati in “un certo modo” e così via. Insiste in quest’area nord una serie di organizzazioni criminali riferibili essenzialmente alla ’ndrangheta”.

Ascenzio Maria La Rocca

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