La tragedia di Rocca di Papa. Non ce l’ha fatta il sindaco eroe

Per lui Funerali di Stato al Parco della Pompa presso i Campi d’Annibale

Si è aggravato il bilancio di morte a seguito dello scoppio per una fuga di gas fuoriuscito da una tubatura pubblica avvenuto sulla via principale della città di Rocca di Papa, lo scorso 10 giugno, mentre degli operari stavano effettuando dei lavori di carotaggio. La devastante deflagrazione colpiva soprattutto la sede comunale al cui interno vi erano delle persone, tra queste anche il 47enne sindaco Emanuele Crestini e il delegato al cimitero cittadino, ex assessore, Vincenzo Eleuteri di anni 68. Questi due uomini, a distanza di una settimana uno dall’altro sono deceduti: prima il delegato Eleuteri e giovedì 20 il sindaco Crestini, tutte e due a seguito delle gravi ustioni riportate, ma soprattutto per aver respirato una elevata quantità di sostanze nocive sprigionatesi negli ambienti subito dopo lo scoppio. Il Sindaco di Rocca di Papa ha dimostrato tutto l’amore per la sua città, “un esempio di altruismo e generosità” queste le parole del Presidente della Repubblica Mattarella riguardo al gesto eroico di Crestini: non esitava a soccorrere i suoi concittadini e funzionari del Comune, pur capendo di star compromettendo le sue vie respiratorie. Un gesto da vero primo cittadino, da eroe. Riconosciuto da tutti i rocchigiani come esemplare: commovente la lettera di un giovane di Rocca di Papa che, con poche parole, è riuscito a dimostrare quanto Crestini fosse amato e rispettato come Sindaco, ma soprattutto come uomo, umile e gentile. “Ti distinguevi per la tua umanità – così recita la lettera del giovane ragazzo – sei l’uomo che è riuscito a dare voce a noi giovani e ci ha permesso di esprimerci”, queste parole sanciscono l’atteggiamento che il Sindaco avesse per la città, la mentalità aperta e disponibile sempre pronta a dare priorità al prossimo. Dopo il terribile incidente, per il quale le tre persone responsabili ora sono indagate per duplice omicidio colposo, il Sindaco ha lottato in terapia intensiva con la stessa tenacia con cui ha lottato per rendere Rocca di Papa ogni giorno migliore. Era però arrivato ad un punto insostenibile, dove le ustioni dolevano in maniera atroce e le vie respiratorie non avrebbero avuto il decorso desiderato. “Se esco mi sposerò” con questa promessa L’Eroe di Rocca di Papa ha salutato il mondo e la sua fidanzata Veronica, una commercialista dei Castelli con cui sognava il matrimonio da ben 7 anni, prima di essere indotto al coma dai medici perché gli venissero risparmiate le sofferenze. Un atteggiamento positivo anche dinnanzi al peggio e la capacità di vedere sempre il lato positivo, fanno di quest’uomo un simbolo di coraggio e forza civile.

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