VELLETRI. Celebrata la festività del Corpus Domini

Petali di fiori solo sul sagrato di S. Clemente

A Velletri sta scomparendo la “cultura” dell’Infiorata come tante altre tradizioni, che erano il fiore all’occhiello della nostra città

Festa del Corpus Domini in tono minore a Velletri per quanto riguarda la tradizionale infiorata. Mentre nelle altre città e paesi si sta assistendo ad un crescendo di iniziative di colori e profumi nell’allestire infiorate del Corpus Domini, nella nostra amata città si sta spegnendo l’entusiasmo di allestire quadri e tappeti floreali. Soltanto un tappeto di gran pregio lo si è visto allestito solo sul sacrato della cattedrale di San Clemente, grazie all’impegno di un nutrito gruppo di parrocchiani i quali sin dal primo mattino di domenica23 si sono messi a “ginocchioni” e con le loro sapienti mani creare la lunga composizione floreale. Da piazza Cairoli e sino giù giù a piazza Mazzini solo piccoli quadri stampati e contornati da segatura di vario colore. Anche chi si è dedicato a fare solo questi lavori è meritevole di apprezzamenti, a cui va la stima di tutti. Però se andiamo indietro nel tempo, l’infiorata a Velletri era ben altra cosa. C’è solo una domanda da fare: perché questo decadimento? Ritornando all’evento propriamente liturgico, la solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo si è svolta sul sagrato della chiesa del SS. Salvatore. Ha officiato la Santa Messa il vescovo Vincenzo Apicella e con lui i presbiteri, i diaconi e i fedeli presenti come sempre numerosi. Le varie confraternite hanno dato magnificamente il loro contributo nel rendere la processione lunga e partecipata. Presente alla festa liturgica il sindaco della città Orlando Pocci e con lui anche il comandante della stazione dei Carabinieri di Velletri, Antonio Cosentino. Dopo la conclusione della Santa Messa, si è formata la processione che ha accompagnato sino in cattedrale l’ostia consacrata custodita nell’ostensorio ornato di gemme e portato a mano dal vescovo protetto dal baldacchino.
All’arrivo sul sagrato della cattedrale, il vescovo ha attraversato la composizione floreale e poi una volta in chiesa ha deposto l’ostensorio sull’altare, procedendo con lo stesso a dare la benedizione ai fedeli.

Spartaco Lamberti

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