Sanità. Niente più superticket da pagare per oltre 400mila cittadini del Lazio

L’assessore alla Sanità Alessio D’Amato e il vicepresidente della Regione Daniele Leodori hanno firmato l’intesa con i sindacati.

Il presidente Zingaretti: “Una grande vittoria”

L’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato

Per oltre 400mila cittadini del Lazio una bella notizia: l’assessore alla Sanità, Alessio D’Amato e il vicepresidente della Regione, Daniele Leodori hanno firmato il protocollo d’intesa con i sindacati regionali per l’abolizione del superticket nazionale. Gli over 60 e tutte le categorie svantaggiate non dovranno più pagare la quota di 10 euro del ticket delle ricette sanitarie per la specialistica ambulatoriale. Il presidente della Regione Nicola Zingaretti ha accolto con entusiasmo la notizia e ha definito l’accordo raggiunto come una bella vittoria per tutti con una sanità sempre più vicina alle persone. Ricordiamo che fino ad oggi al ticket, riguardante ogni tipo di prestazione di specialistica ambulatoriale, si doveva aggiungere una quota fissa di 10 euro sulla ricetta, quota che veniva ripetuta per ogni singola ricetta.

Daniele Leodori Vicepresidente della Regione Lazio

“Dall’entrata in vigore del Decreto del Commissario ad acta – spiega Leodori – circa 400 mila cittadini non pagheranno più il super ticket. Verrà applicata l’esenzione dalla quota fissa di 10 euro del super ticket nazionale per gli over 60 con reddito familiare inferiore a 36.151,98 euro (esenzione codice  E01), ai minori ospitati in strutture residenziali socio assistenziali, alle donne vittime di violenza e figli minori a carico, accolti in strutture residenziali, ai minori in affidamento familiare ed ai cittadini indigenti ENI (europei non iscritti) che non sono iscritti al Servizio sanitario nazionale”.
“Con questo accordo nel Lazio si torna ad investire per la salute dei cittadini. Una importante intesa – dichiarano congiuntamente i segretari regionali di CGIL, CISL e UIL – che può rappresentare un passo importante per rilanciare il servizio sanitario pubblico nella nostra regione. Dopo anni di commissariamento che hanno risanato i conti adesso è il momento di investire sul lavoro e sui servizi. Occupazione di qualità e servizi realmente esigibili sono i prossimi passi su cui proseguire il confronto”.
La Regione Lazio nel 2016 aveva già disposto l’abrogazione della quota regionale di compartecipazione alla spesa sanitaria, abrogando il ticket di 15 euro sulla diagnostica (5 euro sulla fisioterapia e 4 euro per le visite specialiste e ambulatoriali).

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