Sviluppi o ritorno al silenzio?

Caso Cervia

Il sequestro di Davide Cervia, il noto esperto di guerre elettroniche sequestrato e svanito nel nulla oramai 29 anni fa, rimane uno dei casi più noti tra i vari gialli di Stato. Da quel 1990 i vari governi che si sono susseguiti non hanno mai consentito alla famiglia Cervia di conoscere cosa realmente accadde e nonostante la causa che ha visto condannare nel 2018 il ministero della difesa e la Marina Militare per “violazione del diritto alla verità dei familiari“, l’unica inversione di tendenza c’è stata con il governo pentastellato il quale ha sempre cercato di far luce sulla vicenda. Il ministro della difesa Elisabetta Trenta difatti ha ritenuto necessario rinunciare al ricorso del dicastero a presentare appello contro la sentenza di primo grado, consegnando il simbolico euro a titolo di risarcimento e le scuse dello Stato Italiano direttamente nelle mani di Marisa Cervia. Lo stesso presidente del consiglio Giuseppe Conte si è personalmente impegnato promuovendo l’istituzione di una commissione d’inchiesta parlamentare con la funzione di indagare sugli anni di silenzio del ministero competente e delle gerarchie militari interessate. Tra gialli di stato e governi “gialli a metà”, c’è da chiedersi se la verità riusciranno mai a tirarla fuori. Se finalmente il ministro della difesa Trenta ha invertito la rotta e cercato di abbattere il muro di omertà politica dietro al quale le istituzioni si sono barricate negli anni, la fine dell’esperienza governativa con la lega e una quasi certa collaborazione con il partito democratico potrebbero forse soffermare le indagini sul caso Cervia, visto che l’ex ministro della difesa Pinotti aveva mantenuto quel profilo di segretezza sul caso, evitando così di dare qualsiasi soddisfazione o speranza alla famiglia di Davide Cervia.
Sisto Lucio de Simone

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