“Diamo un nome al denaro”

Velletri. Presso la sala “Renato Mastrostefano” della Banca Popolare del Lazio si è tenuto l’evento “I risparmiatori e l’investimento nell’economia reale italiana”. Insieme al Presidente Edmondo Maria Capecelatro e all’Amministratore Delegato Massimo Lucidi, la giornalista di Radio 24, Debora Rosciani e il vicedirettore Generale Arca Fondi, Simone Bini Smaghi

Giovedì 17 ottobre presso la Sala Renato Mastrostefano della sede della Banca Popolare del Lazio di Velletri si è tenuto l’evento ‘’I risparmiatori e l’investimento nell’economia reale italiana’’. Numerosi erano i partecipanti venuti ad ascoltare gli interventi di Debora Rosciani, giornalista di Radio 24 e Simone Bini Smaghi, Vice Direttore Generale ARCA Fondi S.p.A., affiancati da Edmondo Maria Capecelatro, Presidente della Banca Popolare del Lazio e Massimo Lucidi, Amministratore Delegato della Banca Popolare del Lazio. La prima a prendere parola è stata la Rosciani che ha da subito catturato l’attenzione del pubblico con una domanda ‘’Perché ci dobbiamo occupare della nostra vita finanziaria?’’. Ha poi continuato il suo intervento esponendo tre caratteristiche degli italiani nei confronti della loro vita finanziaria: scarsa cultura finanziaria, disinteresse, diseducazione. Il risparmio in Italia è ancora molto consistente ma è purtroppo un risparmio gestito in maniera inefficiente che gioca soprattutto sulle emozioni ed ha limiti importanti come la scarsa diversificazione, l’orientamento al breve termine e non ha una logica di pianificazione. È stato perciò rilevato da istituti nazionali ed internazionali che la cultura finanziaria italiana è molto bassa. La scarsa cultura finanziaria porta inevitabilmente a perdere di vista gli obiettivi che si hanno, per guardare solo al rendimento.


Ma le cose, il mondo sono in continuo cambiamento e bisogna essere pronti, dare un nome al denaro e porci degli obiettivi che comprendono tutte le nostre esigenze, a breve e a lungo termine. La Rosciani conclude l’intervento con un sollecitamento alle donne a pensare al proprio futuro finanziario anche al di fuori del matrimonio esponendo un dato dell’ISTAT del 2019 che conta 3.7 milioni di vedove solo in Italia. La parola è poi andata a Bini Smaghi che ha presentato due punti importanti: il valore del tempo e della consulenza e l’investimento nelle eccellenze italiane. Tempo e consulenza sono due fattori necessari poiché la nostra emotività non ci aiuta a fare investimenti concreti con i nostri obiettivi, perciò è importante rapportarsi con il consulente della banca, per ricevere consigli sui giusti investimenti e sul giusto tempo per farli. Quando poi dobbiamo decidere dove investire, investiamo nei prodotti italiani. L’Italia è il quinto paese per surplus commerciale, ciò significa che le nostre imprese hanno capacità di esportare i propri prodotti sui mercati internazionali. Dieci anni fa l’Italia era in deficit ma è riuscita a ribaltare la situazione e ad oggi le imprese che sono rimaste sul mercato sono forti, competitive e presentano prodotti eccellenti.
Ciò interessa anche le piccole imprese che, allo stesso modo delle aziende più grandi, hanno grande capacità di esportare all’estero. Bini Smaghi ha poi proiettato le storie di tre importanti imprenditori italiani e delle loro aziende, per far meglio comprendere i grandi personaggi e gli eccellenti prodotti presenti sul mercato italiano.
Un altro tema fondamentale introdotto da Debora Rosciani e continuato da Simone Bini Smaghi è quello del fondo pensione, un tema che riguarda soprattutto i giovani, che si ritroveranno con una pensione che sarà sotto il 40% del loro ultimo stipendio.
Se non si comincia da subito a fare previdenza poi sarà troppo tardi e in questo i giovani devono essere aiutati dai genitori, è l’unica soluzione per dare un concreto aiuto finanziario ai ragazzi d’oggi.
Martina Angeloni

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