In sala il film “Gli uomini d’oro”

VELLETRI. Presentato da Gianmarco Tognazzi al Multiplex Augustus. “Non è vero che mancano gli attori, i registi e le storie da raccontare, purtroppo manca il pubbico”

La “nostra” Martina Angeloni intervista Gianmarco Tognazzi (foto Marina Frenquelli)

Da giovedì 7 novembre è arrivato nelle sale del Cinema Augustus di Velletri il film ‘’Gli Uomini D’Oro, regia di Vincenzo Alfieri, con protagonisti Gianmarco Tognazzi, Edoardo Leo, Fabio De Luigi e Giampaolo Morelli. Gianmarco Tognazzi ha partecipato alla prima proiezione qui a Velletri, regalando agli spettatori un breve excursus in questo film, concludendo con una nota critica a quello che sta divenendo il cinema italiano. Il film è tratto da una storia vera, che racconta di una rapina avvenuta nel ‘95 a Torino, che è stata poi romanzata nel film. La pellicola racconta in tre capitoli le vicende dei personaggi principali. Come Tognazzi ha affermato il punto di forza di questo film è il suo regista, Vincenzo Alfieri, un ragazzo di soli 33 anni, nato prima come attore e poi divenuto un regista con grandi doti, come si può notare dal film, da come racconta questa storia e dall’occhio per l’inquadratura che ha nel modo di rappresentare.

Tognazzi ha riservato parte del suo discorso ad una critica dovuta e giusta nei confronti del cinema, ma in particolare dell’interesse sempre minore che questo tipo di film suscitano. Come ha detto lo stesso Tognazzi siamo in una delle ultime stagioni del cinema italiano, da un certo momento vedremo nelle sale solo produzioni americane, che sembrano essere considerate più coinvolgenti e spettacolari. Purtroppo film di questo tipo rischiano di non incassare e di conseguenza i produttori smettono di realizzare pellicole di questo genere. Purtroppo, come invece tanti affermano, non è vero che mancano gli attori, i registi o le storie da raccontare, ma manca il pubblico. Ciò comporta che nelle sale saranno presenti sempre le stesse tipologie di film e coloro che nello scenario italiano tentano di presentare film diversi, come film d’azione o di genere, che sono meno comuni nella produzione italiana e di cui le persone ne lamentano tanto l’assenza, poi non venderanno, non coinvolgeranno abbastanza spettatori, portando così alla scomparsa di queste produzioni. Tognazzi con amarezza afferma la sua delusione per ciò che si prospetta nel panorama italiano, per la fine che faranno film di questo genere, di cui non si troveranno mai imitazioni o facsimili. C’è un clima contraddittorio, perché le persone vogliono cose diverse ma poi quando c’è in sala un film come questo, differente e nuovo, non vanno a vederlo. Dopo la breve polemica, Tognazzi ha ripreso a parlare del film, in cui lui interpreta la parte di Boutique, un personaggio viscido, ambiguo e fintamente cordiale. Come ha affermato questo è un film che si scopre andando avanti, capitolo dopo capitolo, andando avanti e tornando indietro, in cui alla fine i pezzi si andranno a ricomporre.

Abbiamo avuto modo di scambiare qualche parola con Tognazzi che ci ha spiegato che la voglia di Alfieri nel realizzare questo film era di raccontare il genere, che è ormai un genere che si fa pochissimo. Anche il modo in cui la pellicola è stata girata è qualcosa di innovativo che nel panorama italiano si vede pochissimo. Sono tecniche più utilizzate dagli americani o nel cinema di altri paesi europei, tecniche di ripresa, ambientazione che rendono il film realistico e intricato, in cui solo all’ultimo i nodi del racconto si vanno a districare. Tognazzi ha concluso poi la sua breve introduzione ringraziando i suoi colleghi con cui ha vissuto l’esperienza delle riprese e coloro presenti alla visione del film, augurando una buona visione a tutti.

Martina Angeloni

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