Amarcord della AC Velletri

Fu una società “professionistica” nel dilentantismo. Ricordata nella serata conviviale da Michelone ‘O Velletrano l’epopea di una
società nata nel 1986, lasciando dopo la sua scomparsa un rimpianto mai sopito in coloro che ne fecero parte

Ritrovarsi dopo più di 20 anni dirigenti, calciatori, allenatori, massaggiatori e collaboratori vari che tanto diedero in fatto di passione calcistica, ma soprattutto sportiva, nel tenere alto il nome di una società di calcio, la AC Velletri, che è transitata come una splendida meteora nel panorama calcistico regionale del Lazio, non è stata cosa semplice. C’è riuscito Massimo Galli, tutt’oggi noto allenatore dei portieri a coagulare intorno ad una tavola imbandita del noto ristorante e pizzeria da Michele Chiari, per tutti Michelone ‘O Velletrano, le vecchie “glorie” l’AC Velletri , nata nel 1986, mai dimenticate che portarono sui campi di calcio dilettantistico regionale un gioco fatto di passione, sudore, rispetto del proprio ruolo e di quello degli avversari. Non per niente l’AC Velletri venne definita una “società professionistica nella categoria dilettantistica”. Un elogio di grande valore. Tutti gli anni si può dire che l’AC Velletri si aggiudicava la “Coppa disciplina”. Vale ricordare che la società fu fondata da Aldo Savino, Giovanni Grenga (soprannominato “nonno” ancora oggi), Mario e Maurizio Catarinelli, Tonino Grimaldi, Carmine Parrella e Roberto Battisti, ed altri che nel corso degli anni rivestirono anche cariche dirigenziali tra cui Gianni Cuppini, Maurizio Fiore, Stefano Giammatteo, Vita e Luciano Cedroni. Due medici curavano l’area medico-sportiva, il preparatore atletico era il prof. Massimo Vicario, mentre il preparatore dei portieri nonché massaggiatore aveva l’incarico Carmine Parrella. La squadra il campionato lo giocava allo stadio comunale, mentre gli allenamenti utilizzava il terreno dei Cappuccini, in seguito il “Manciocchi” sulla via di Cori. Successivamente la presidenza passò nelle mani di Lanfranco Iltini e amici, alla segreteria ci pensava Rosario Castiglione, grande figura di uomo professionale e sportivo. La nota simpatica ma soprattutto piacevole era l’appuntamento presso il “Baretto di vetro” dove il titolare Roberto Battisti offriva cornetto e cappuccino prima della partenza. Una “rimpatriata” dicevamo, dove quasi tutti si sono ritrovati e dove la parte del leone in fatto di attenzioni circa i ricordi del passato è stato “Nonno” Giovanni Grenga, festeggiatissimo e particolarmente emozionato quando gli hanno consegnato una targa ricordo con la dedica che riportiamo in foto, panettone e bottiglia di spumante. Molti i ricordi del passato sono affiorati dai discorsi dei commensali (intorno alle 70 presenze); anche foto a colori hanno fatto la loro comparsa a far rivivere quei momenti di spensierata gioventù. Breve ma conciso il discorso di Aldo Savino nel ricordare l’AC Velletri di allora. Dopo la ricca e gustosissima “pizzettata” ai vari gusti c’è stato il taglio dei panettoni e la mescita dello spumante, dopodiché tutti a “disposizione” per la foto per immortalare il bellissimo momento serale da Michelone ‘O Velletrano.


Spartaco Lamberti

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