VLLETRI. Cittadinanza Onoraria a Liliana Segre

Velletri. Articolo 1 propone di conferire

Liliana Segre

Abbiamo chiesto che sia conferita la Cittadinanza Onoraria a Liliana Segre, un atto, che pur formale e altamente simbolico, la possa accogliere di fatto nella comunità Veliterna, per l’alto valore civile, sociale e culturale della sua testimonianza e del suo impegno, poiché rappresenta una delle figure più nobili della Nazione.
Il giorno del ricordo della memoria la senatrice Liliana Segre è intervenuta a Bruxelles, in seduta plenaria, per raccontare la sua storia di deportata, sopravvissuta agli orrori della Seconda guerra mondiale e dei nazisti. Un lungo applauso e poi il silenzio. La memoria e poi il presente. Per suggellare la vita sulla morte e riflettere sul «male altrui» senza voltarsi dall’altra parte davanti a pericolosi revisionismi, togliendo lo «spazio politico» a chi ancora oggi nega l’orrore dell’Olocausto.
La senatrice a vita Liliana Segre, invitata a Bruxelles dal presidente del Parlamento europeo, restituisce alla Plenaria che commemora i 75 anni dalla liberazione di Auschwitz la sua esperienza di giovane prigioniera del campo di concentramento nazista, emozionando tutti i presenti che affollano l’aula.
La Segre ha svolto un intervento sereno e appassionato, c’è sempre “un momento politico” per poter tirare fuori “il razzismo e l’antisemitismo che sono insiti nell’animo dei poveri di spirito. Arrivano i momenti più adatti in cui ci si volta dall’altra parte, in cui è più facile far finta di niente, si guarda solo il proprio cortile e si dice ‘è una cosa che non mi riguarda’”. Poi ci sono alcuni che “approfittano di questa situazione e trovano il terreno adatto per farsi avanti”, ha spiegato Segre.
Da anni Liliana Segre testimonia le sue esperienze affinché i giovani, i suoi «futuri nipoti ideali» siano «in grado di fare la scelta» della non indifferenza «e con la loro responsabilità e la loro coscienza siano sempre quella farfalla gialla che vola sopra i fili spinati» disegnata da una bambina del campo di Terezin prima di essere uccisa dai nazisti.
“Volate sopra i fili spinati come quella farfalla gialla”.
Liliana Segre è nata a Milano il 10 settembre 1930. In quanto ebrea, rimase vittima delle leggi razziali fasciste all’età di solo 8 anni, nel settembre del 1938 fu costretta ad abbandonare la scuola elementare per trascorrere con alcuni familiari un lungo periodo in fuga dalle persecuzioni razziste, tra la Brianza e la Valsassina.
Nel tentativo di trovare salvezza in Svizzera, fu bloccata al confine il 7 dicembre 1943, trasferita in Italia e tratta in arresto nei pressi di Varese venne condotta in diverse carceri lombarde, fino a San Vittore a Milano dove rimase detenuta per 40 giorni;
Il 30 gennaio 1944 venne deportata dal ‘Binario 21’ della Stazione Centrale di Milano al campo di concentramento di Birkenau-Aushwitz il 6 febbraio e internata nella sezione femminile, il padre morì nell’aprile, mentre i nonni paterni deportati ad Auschwitz, furono uccisi poco dopo il loro arrivo. Durante la sua permanenza nel campo di concentramento fu impiegata nei lavori forzati presso la fabbrica di munizioni Union, di proprietà della Siemens per circa un anno.
Il 27 gennaio 1945, per sfuggire all’avanzata dell’Armata Rossa, i nazisti sgomberarono il campo di concentramento di Birkenau-Auschwitz trasferendo a piedi, 56.000 prigionieri tra cui anche Liliana Segre, in un viaggio della morte verso la Germania. Non ancora 15enne, fu condotta nel campo femminile di Ravensbrück e in seguito trasferita nel sotto campo di Malchow, nel nord della Germania. Fu liberata il 1° maggio 1945, dopo l’occupazione del campo di Malchow da parte dell’Armata rossa tornando a Milano solo nell’agosto 1945; Liliana Segre è una dei 25 sopravvissuti dei 776 bambini italiani di età inferiore ai 14 anni che furono deportati nel campo di concentramento di Auschwitz.
Nel 1990, dopo 45 anni di silenzio sulla sua storia personale, decise di partecipare ad alcuni incontri con gli studenti delle scuole di Milano portando la sua testimonianza di ex deportata, diventando una testimone importantissima per l’Italia, fino ad essere nominata Senatrice a vita nel gennaio 2018 dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
A livello nazionale, si stanno intraprendendo le azioni per coinvolgere e sensibilizzare l’opinione pubblica affinché la solidarietà e il sostegno nei confronti delle vittime dell’antisemitismo, perché la lotta contro il razzismo e la xenofobia sia guida di ogni politica dei diritti umani, perché la tolleranza e il rispetto per la dignità altrui costituiscono le fondamenta di ogni società davvero democratica e pluralista. Auspichiamo che sia volontà anche dell’Amministrazione Comunale di Velletri di contribuire a queste azioni attraverso il conferimento a Liliana Segre della cittadinanza onoraria, che pur essendo un atto formale e altamente simbolico, possa essere accolta di fatto nella comunità Veliterna, annoverandola tra i suoi più illustri concittadini.
Liliana Segre ha continuato in tutti questi anni pubblicamente a esaminare e scandagliare la storia e la contemporaneità promuovendo campagne per i diritti umani e per debellare il razzismo e l’antisemitismo che, secondo la Segre, “Non sono mai sopiti, solo che si preferiva nel dopoguerra della ritrovata democrazia non esprimerlo. Oggi è passato tanto tempo, quasi tutti i testimoni sono morti e il razzismo è tornato fuori così come l’indifferenza generale, uguale oggi come allora quando i senza nome eravamo noi ebrei”. Ci rivolgiamo all’Amministrazione Comunale e al Consiglio Comunale affinchè assumano la decisione di conferire la cittadinanza onoraria a Liliana Segre per l’alto valore civile, sociale e culturale della sua testimonianza e del suo impegno, poiché rappresenta una delle figure più nobili della Nazione, segnata dal portare in sé la memoria della tragedia della Shoa e il senso della vita come sopravvivenza dell’umano e come scelta etica per cogliere pericoli e opportunità per tutta l’umanità.

Articolo Uno Velletri

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