VELLETRI. Grande e commossa partecipazione

Commemorazione dei Martiri di Pratolungo

Si è svolta l’annuale commemorazione dei “Martiri di Pratolungo”, le dodici vittime dell’efferata strage compiuta dall’esercito nazista il quale, in osservanza della perfida legge di guerra voluta dallo stesso Adolf Hitler, ad ogni tedesco ucciso dieci italiani avrebbero pagato con la loro vita. Una rappresaglia tremenda che segnato la storia della città di Velletri e che viene ricordata per non dimenticare quali orrori abbiano portato le dittature. La mattinata piovigginosa di mercoledì 19 non ha impedito ai numerosi cittadini presenti di partecipare assieme alle numerose scolaresche presenti tra le quali: Liceo Scientifico Landi, Liceo delle Scienze Umane Mancinelli, Scuola elementare di Pratolungo, scuola elementare Velletri Nord, scuola media Mariani. Hanno partecipato, oltre alle autorità cittadine dell’Amministrazione comunale e delle forze dell’ordine, una rappresentanza dell’A.N.P.I, in rappresentanza dell’associazione Rete di Tutti, un progetto sulla memoria in collaborazione con la regione Lazio, la presidentessa Laura Pesci, il presidente del Comitato Velletri Sud Massimo Ciarla e i parenti dei martiri. C’era anche un testimone, Gino Bagaglini, oggi 96enne, il quale abita a poche centinaia di metri dal luogo di quella strage.
I suoi occhi sembra trasmettano il sentimento di terrore provato all’epoca quando si trovò davanti a quei corpi straziati vicino al fosso. Iniziata la funzione alle 10 e 45, celebrata presso la chiesa di Santa Maria del Carmine dal parroco Don Paolo Picca, è stata sottolineata dal sacerdote l’importanza di vivere scegliendo quei valori sani, valori che lo stesso Gesù Cristo ha insegnato e che senza i quali si ricorrerebbe ogni qual volta ad esercitare il male, proprio come avvenne in quegli anni bui di morte e di idee sanguinarie. Al termine della messa, dopo l’Ave Maria Velletrana scritta da Colombo Cafarotti, si sono alternati alla lettura di alcuni impressionanti passaggi estrapolati dal libro “Tra le rovine di Velletri” e dalla tesi di laura di Ilaria Orsolini “I martiri di Pratolungo una strage dimenticata” Mauro Ognibene ed Eleonora Fede, due membri Del centro anziani “R.Tosti”. La commemorazione è continuata con l’apposizione della corona davanti al monumento.
Il sindaco Orlando Pocci ha preso la parola sottolineando le grandi difficoltà subite dai cittadini veliterni, stremati dalla fame e con la costante paura dei bombardamenti: “I fatti di Pratolungo sono stati indagati dagli storici, sono parte della memoria collettiva di questa terra e ci ricordano che la bestia umana può sempre colpire e lo può fare in ogni momento come dimostrano le cronache degli anni recenti”. Molto significativo è stato l’intervento di Valerio Bruni che, in rappresentanza dell’A.N.P.I, ricordando anche il partigiano veliterno “Giuliano Aureli”, ha sottolineato quanto sia stata dura la lotta per liberare la nostra terra dalla dittatura e in nome di quella libertà che oggi è codificata nella Costituzione italiana. Anche l’ex consigliere comunale Stefano Pennacchi, rivolgendosi in particolar modo ai giovani presenti, ha voluto esprimere l’importanza di possedere una conoscenza storica, un sapere adeguato alla comprensione di quelle pagine nere ricche di eventi tragici. La cerimonia è proseguita, concludendosi, verso il primo monumento costruito nel dopoguerra e situato sul luogo della strage. Lì, dopo l’apposizione della corona d’alloro, il presidente del Comitato Velletri Sud ha voluto ringraziare l’amministrazione, la quale ha avuto la massima disponibilità nell’occuparsi dell’evento che solo negli ultimi 15 anni è stato preso in considerazione in maniera adeguata.

L’eccidio di Pratolungo

Durante la Seconda Guerra Mondiale, nelle campagne veliterne della contrada di Pratolungo, le persone scappate da Velletri e dai paesi limitrofi si erano nascoste nelle grotte, dove dormivano ammassate al freddo, esposte alle intemperie degli inverni e ai bombardamenti. Molto spesso, i tedeschi passavano e portavano via gli uomini e i ragazzi: necessitavano di forza lavoro per costruire delle trincee che bloccassero l’avanzata alleata, sbarcata nel frattempo ad Anzio. Il 19 febbraio 1944, si consumò l’eccidio di Pratolungo. Un contadino, per cause ancora da accertare, uccise un soldato tedesco e ne ferì un altro. Ma i tedeschi erano soliti fucilare dieci persone prelevate a caso, quando un italiano uccideva un soldato alemanno. Quel giorno, furono rastrellati anche gli anziani. Queste persone furono messe in fila davanti a un fosso e fucilate. Si dice che alcuni riuscirono a scappare gettandosi nel fossato, allagato dalle abbondanti piogge. Ma altre persone morirono pur non essendo state scelte, come Artemisia Mammucari che, correndo verso il marito che stava per essere fucilato, fu raggiunta dai colpi di fucile. Un uomo che allora era un bambino e che tutt’ora vive vicino al luogo della strage racconta come, per puro caso, grazie alla nonna che gli intimò di nascondersi e di non farsi vedere, si salvò. Altre testimonianze indirette, raccontano come uno dei martiri si fece fucilare al posto del fratello, sacrificandosi per amore. Si ricordano di seguito i nomi delle vittime: Amici Nicola, Ferri Pietro, Mammmucari Artemisia, Mancini Achille, Mancini Elio, Martini Carlo, Papacci Silio, Papacci Enrico, Priori Renato, Raia Sabatino, Casini Palmiro e Ramiccia Gerardo.
“Il sacrificio di chi a terra giace, sia almen servito a costruir la pace”
Giorgia Gentili


Sisto Lucio de Simone

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