Come può una madre arrivare a tanto?

Fermata dopo aver abbandonato il figlio in strada

Il 27 febbraio, durante il pomeriggio, alcuni passanti hanno segnalato al commissariato “Esquilino” di Roma la presenza di un passeggino con un infante all’interno, abbandonato in via Carlo Cattaneo, angolo via Principe Amedeo.
Il bambino è stato, quindi, soccorso e affidato al personale paramedico che ha provveduto al trasporto al Pronto Soccorso dell’Ospedale “Bambino Gesù”, per i vari accertamenti sullo stato di salute del piccolo. È stato in seguito dichiarato che l’infante versa in buone condizioni.
Nel frattempo, sequestrando il passeggino e tutti gli effetti personali presenti in esso, gli inquirenti hanno iniziato ad effettuare i primi rilievi. Successivamente, sono state controllate le immagini catturate dalle telecamere di sorveglianza dei negozi limitrofi al luogo del ritrovamento del bambino. Dai video si vede, a un certo un punto, una donna con il volto coperto dal cappuccio di un giaccone nero, con una bambina a seguito e un passeggino. In una sequenza successiva, la donna ripassa sprovvista questa volta della carrozzina.
La notizia ha subito avuto un forte eco mediatico e, nella stessa serata, è giunta in commissariato la telefonata di una psicologa di un Centro di Accoglienza di Roma che sosteneva di sospettare di una donna ospite dello stesso centro. La psicologa ha fornito il nome della sospettata e gli inquirenti sono accorsi al centro per indagare su R. C., venticinquenne originaria di Gallarate.
Tramite degli accertamenti, gli investigatori hanno confermato che il bambino abbandonato era proprio figlio alla donna ospite del centro. Un educatore ha fornito loro il numero di cellulare della donna, rintracciato poi dal personale preposto alla localizzazione. La donna si trovava su un treno nei pressi di Firenze, in direzione Milano.
La venticinquenne è stata successivamente fermata da una pattuglia della Polizia di Stato del compartimento Polfer, presso la stazione ferroviaria di Bologna, portava con sé l’altra figlia. È stata, infine, arrestata.
Abbandonare un figlio è un atto doloroso e, molto spesso, le madri si trovano costrette a farlo perché in condizioni che non permetterebbero una vita serena al proprio bambino, per questo Informa Oggi prende le distanze dall’emissione di qualsiasi giudizio nei confronti della venticinquenne, ma ci si chiede come sia possibile abbandonare un minore in questo modo, sul ciglio della strada, in balia degli eventuali pericoli della città e di persone poco raccomandabili. Fortunatamente, l’infante è stato soccorso prontamente grazie alla segnalazione di qualche buon passante, ma sappiamo quante volte molti bambini abbandonati in tenera età non sopravvivano.
Per divulgare la conoscenza sull’argomento ricordiamo alle donne che hanno avuto un bambino, ma che per un motivo o per un altro non possono tenerlo, che ci sono dei luoghi preposti dove gli infanti possono essere lasciati e dove ricevono da subito soccorso e cure. Queste predisposizioni permettono non solo di lasciare in sicurezza l’infante, con del personale adeguato, ma anche di agire in modo legale.
Abbandonare un bambino sul ciglio della strada o in qualsiasi altro luogo non attuo a questo fine è una pratica illegale. Una madre che lascia un bambino in uno dei seguenti luoghi e nelle seguenti condizioni, ha il diritto dell’anonimità e della non perseguibilità, ma nel caso in cui essa agisca in modo illegale questi diritti decadono. Lo stesso accade anche in caso di negligenza e accertati abusi sul piccolo.
Elenchiamo, quindi, i luoghi predisposti per l’abbandono dei bambini. Una soluzione può essere portarlo in stazioni di polizia o caserme dei pompieri e lasciarlo a un dipendente. In secondo luogo abbiamo gli ospedali: alcuni richiedono che il bambino sia lasciato in una sezione ben precisa della struttura, mentre in altri può essere lasciato a qualsiasi adulto che lavori in ospedale. Un bambino nato in un ospedale può essere abbandonato nello stesso, comunicando la decisione dei genitori al personale sanitario. Gli infanti possono essere abbandonati nelle chiese, a patto che vengano lasciati all’interno della struttura, in presenza di persone che possano prendersi cura di esso sin da subito. Abbiamo poi i centri medici, in cui i bambini possono essere lasciati durante l’orario lavorativo, solo al personale del centro. E poi in agenzie di adozione e nelle Culle per la Vita, delle vere e proprie culle costantemente monitorate da telecamere. Una volta lasciato il piccolo, accorreranno i soccorsi e il Tribunale dei Minori avvierà le pratiche per l’adozione. Le Culle per la Vita sono presenti in diverse città italiane ed è possibile trovare un elenco completo sul sito del Movimento per la Vita italiano.
Infine, in alcuni casi è consentito al genitore di chiamare i servizi di emergenza e di abbandonare un bambino a un tecnico medico di emergenza o un dipendente del 118.
Nel caso in cui l’abbandono avvenga in un momento successivo rispetto al parto, è importante lasciare informazioni utili sullo stato di salute del bambino, come il certificato di nascita, documentazioni relative a malattie importanti presenti in famiglia… È anche possibile lasciare una lettera al bambino che verrà allegata nel fascicolo di adozione e consegnatagli a tempo debito.

Giorgia Gentili

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