Si scatena la protesta nel carcere di Velletri

A causa del possibile decreto che vieterebbe gli incontri con i familiari

Una lunga scia di violenze è imperversata nelle maggiori carceri italiane sommandosi alla grave emergenza sanitaria che sta impegnando senza sosta il Servizio Sanitario Italiano. Da nord a sud sono stati registrati gravi episodi quali sommosse, incendi, regolamenti di conti, evasioni. I disordini, sviluppatisi all’indomani dei decreti del 4 e dell’8 marzo, hanno impegnato centinaia di agenti di Polizia Penitenziaria, Polizia di Stato e Carabinieri. Tutte le rivolte sono state sedate grazie alla professionalità delle forze dell’ordine, le quali, hanno riportato la calma tra i detenuti consentendo il loro rientro nelle rispettive celle ed il ripristino della normalità. Non sono mancati episodi gravissimi. Nella casa circondariale di Modena sono stati uccisi 7 uomini.
Con molta probabilità la situazione ha dato modo di effettuare spedizioni punitive e vendette. Dalla prigione foggiana sono evasi 50 detenuti, alcuni dei quali sono stati arrestati in seguito. Le motivazioni alla quale si sono appellati i prigionieri risiedono sia nelle condizioni alla quale ritengono di essere sottoposti, sia, guardando ai decreti, come forma di protesta contro le disposizioni ministeriali le quali impediscono le visite periodiche da parte dei parenti. Misure, tra l’altro, poste in essere affinché la salute dei detenuti sia salvaguardata dal Covid-19. Anche la Casa circondariale di Velletri ha registrato disordini. Domenica 8 sono state incediate sedie, carta, sono stati lanciati vari oggetti tra i corridoi. Il Segretario Generale del Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria Donato Capece, in seguito ai fatti di domenica, ha commentato: ‘’La frangia più violenta dei detenuti di alcuni penitenziari, spalleggiati all’esterno da movimenti di solidarietà costituiti da loro familiari, sta strumentalizzando alcune decisioni assunte dal Governo per fronteggiare l’emergenza coronavirus per distruggere e rendere inutilizzabili celle e interi Reparti detentivi”, richiedendo così l’intervento del Presidente del Consiglio Conte e del Ministero della Giustizia. I detenuti del carcere veliterno sono tornati a manifestare durante il pomeriggio di martedì 9, data dell’estensione al resto d’Italia delle misure restrittive già prese per la Lombardia.
Dieci pattuglie dei Carabinieri a presidio dell’ingresso di Lazzaria, altri militari a vigilare il perimetro e numerosi di agenti della Polizia Penitenziaria i quali hanno dovuto scontrarsi con detenuti armati con oggetti utilizzati come arma. Si è reso necessario anche l’intervento dei Vigili del Fuoco a causa di un incendio appiccato dagli stessi detenuti. Non sono risultati feriti gravi nonostante gli scontri avvenuti.


S.L. de Simone

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