Resta una città di “Prima Categoria”

Calcio Dilettantistico. La città di Velletri fra le più grandi per abitanti e territorio, nelle prime dieci società della serie B

Mentre Sassuolo (40.844 abitanti) è stabile in Serie A da anni, mentre Benevento (60.049 abitanti) dopo una prima esperienza negativa in massima serie sta ammazzando il campionato di Serie B sotto la guida di Pippo Inzaghi, mentre Empoli (48.004 abitanti) e Chievo (4500 abitanti) dopo anni di massima serie sono in piena zona play off in cadetteria, così come il Pordenone (51.000 abitanti) che dopo la scalata dalla C è attualmente al quarto posto, Velletri continua a vivere di nostalgia nella sua storia calcistica bissando le sue inespresse potenzialità. Un esempio su tutti: consultando la classifica di Serie B, delle prime dieci squadre della graduatoria soltanto Salerno e La Spezia sono più grandi, come bacino di utenza e abitanti ma non come estensione territoriale, della nostra città. Eppure, il “Giovanni Scavo”, impianto che certo necessita di varie migliorie, non è affatto un campetto di periferia ma uno stadio a tutti gli effetti e che con ulteriori accorgimenti potrebbe ampliare di molto la propria capienza e i propri servizi.
Sono però questi investimenti a dir poco illogici se ad usufruirne sono tre prime categorie, con tutto il rispetto per le società che con grande passione e spirito di sacrificio lottano e profondono impegno per mantenere le squadre e alle quali vanno fatti solo applausi a scena aperta.

Dov’è il problema di questa mancata consacrazione calcistica, considerando anche che negli anni passati di campionati nazionali ne sono stati disputati e la storica Vjs ha sfiorato più volte la Serie C? Possibile che la città di Velletri, con i suoi imprenditori ed i suoi 60.000 abitanti, non riesca a creare alcun tipo di sinergia per cercare di portare in alto i colori cittadini almeno in un campionato semi-professionistico come la Serie D di oggi? Problemi di impianti, dispersione di talenti, divisione di forze economiche la cui somma potrebbe dare qualche risultato: quest’anno con tre prime categorie le società impegnate nel campionato hanno speso dei soldi per mandare avanti le attività, rimborsare i loro tesserati e dirigenti, sostenere le spese delle trasferte, tavolta anche oltre i 50 km di distanza.
Se la maggior parte degli imprenditori latitano, quelli impegnati nel calcio sono divisi e così si creano varie entità da cui però non emerge nulla di importante. Competere in un campionato nazionale potrebbe innescare un business virtuoso per tutto il territorio: ristoranti, alberghi, musei, tutti beneficerebbero dell’avvento di tifosi ospiti che magari provenienti dalla Sardegna deciderebbero di pernottare facendo muovere l’economia. Senza contare che a livello geografico la città potrebbe trovare un’identità sportiva da abbinare a quella – più importante, senz’altro – culturale e gastronomica.

Purtroppo a Velletri nel calcio è stato sempre difficile creare una sinergia efficace, che possa avere obiettivi ambiziosi e soprattutto persone che con una mentalità da professionista nel loro piccolo lavorino per la città e per i valori che lo sport calcio porta con sé, senza badare a null’altro che alla cura dei Settori Giovanili come volàno per una prima squadra di qualità in categorie superiori. Velletri al momento naviga a vista in una prima categoria indegna per una città di 60.000 abitanti, ma forse la dimensione giusta al momento per un tipo di mentalità che non riesce a fare il salto di qualità adeguandosi ai tempi e alle necessità che lo sport-imprenditoria impone come succede a Sassuolo, a Empoli, a Carpi o a Chievo. È un vero peccato vivere dei ricordi vividi ma lontani degli anni ‘80 quando scendevano in campo a Velletri L’Aquila, Grosseto, Benevento, Sassari, Latina di fronte a 8000 spettatori. La speranza è che questo stop per il coronavirus e le incertezze del futuro, anche economiche, che si riverseranno nel mondo dello sport possano portare finalmente ad un’unità di intenti che abbia obiettivi ambiziosi sul lungo periodo e che li persegua con costanza e tenacia.


rdc

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