ARTICOLO UNO: RIPRISTINARE LE ATTIVITÀ DI DEA DI 1° LIVELLO ALL’OSPEDALE DI VELLETRI

L’emergenza coronavirus impone serie riflessioni per la riorganizzazione della Sanità sul territorio della Asl Rm6

L’ospedale “Colombo” di Velletri è da anni Dea di I livello, definito “ospedale a vocazione chirurgica” e legato all’alto numero di discipline chirurgiche con conseguenti numeri significativamente alti rispetto agli altri ospedali della stessa azienda sanitaria.

Da sempre è stato ed è riferimento sanitario per un territorio che va oltre quello di Velletri e fornisce assistenza anche ai cittadini di Cori, Giulianello, Cisterna, Colleferro, Artena, Lariano, per un totale di circa 150 mila persone

A fronte di queste caratteristiche, negli ultimi anni si è assistito alla progressiva chiusura di importanti Unità operative quali otorino, urologia, endoscopia, chirurgia vascolare, radiologia interventistica.

A settembre, è stata comunicata la sospensione temporanea del reparto di endoscopia digestiva con gravi disagi per i cittadini, e mentre si era in attesa che venissero riattivate le funzionalità delle Unità operative “temporaneamente” sospese, sono stati chiusi i reparti di pediatria e ostetricia e trasferiti al Nuovo ospedale dei Castelli, decisione motivata dalla sopraggiunta emergenza sanitaria per il coronavirus, con la motivazione di tutelare i pazienti e evitare eventuali contagi.

Motivazione che appare strana se si tiene conto che l’ospedale di Velletri non è indicato come Covid-19 hospital, presso il quale è stato organizzato un triage esterno alla struttura ospedaliera, dove vengono accolte le persone con sintomi sospetti e in caso positivo trasferiti allo Spallanzani, a differenza del NOC dove invece è stato aperto un reparto interno Covid-19 per 20 posti letto ed è previsto il potenziamento con ulteriori 73 posti letto.

L’emergenza sanitaria del coronavirus ci impone una seria riflessione sulla futura organizzazione della sanità sul territorio, partendo dall’assunto che le comunità non possono pagare scelte sbagliate, che vanno impegnate le opportune risorse economiche e i mezzi necessari a garantire il diritto alla salute dei cittadini, e, per quanto riguarda l’ospedale di Velletri, la riapertura delle Unità operative chiuse ed il progressivo potenziamento.

Relativamente alla chiusura dei raparti di neonatologia e ostetricia ribadiamo che il Colombo non è uno spoke per la gestione dell’emergenza Covid-19 e, come detto, fornisce assistenza a circa 150.000 persone, oltre ad essere dotato di percorsi specifici, approvati dal Direttore Sanitario che non mettono in contatto eventuali gestanti positive al coronavirus con i relativi neonati e con il resto dell’ospedale.

Riteniamo che non esista motivo alcuno di continuare ad esporre a rischi ulteriori le mamme e i bambini di questo bacino di utenza che si ritrovano a ricevere cure in un ospedale individuato dalla Regione Lazio come spoke Covid-19.

Per quanto sopra sollecitiamo il sindaco e la Regione a fare in modo che presso l’ospedale di Velletri vengano ripristinate tutte le attività sanitarie proprie di un Dea di primo livello accogliendo tutti i pazienti non Covid compresi i bambini e le future mamme.

ARTICOLO UNO Velletri

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