Castelli – La sismicità è dovuta al movimento di faglie prodotte dal vecchio vulcano laziale

In qualità di dottore in scienze geologiche, l’ex consigliere di Velletri Fabio Taddei ci parla del terremoto ai Castelli

In seguito alle scosse sismiche avvenute il 28 e il 29 agosto, il nostro direttore Massimo Tosti, ha intervistato l’ex Consigliere Comunale Fabio Taddei, questa volta però in qualità di dottore in Scienze Geologiche.

Fabio Taddei

Dott. Taddei, cosa ci dice su questo terremoto del 28 e 29 agosto scorso:
“Come abbiamo sentito, la terra è tornata a tremare ai Castelli Romani, con epicentri nei pressi di Lariano, Rocca Priora e Rocca di Papa ed ipocentri tra 9 ed 11 km di profondità. La scossa più intensa è stata di magnitudo 3,0 preceduta e seguita da una decina di altre scosse sismiche di intensità minore”.
Cosa si sente di dire alla popolazione che si preoccupa:
“Sicuramente mi sento di tranquillizzare chi è preoccupato e non conosce la geologia della nostra zona come lo era il sottoscritto da ragazzo durante lo sciame sismico degli anni ’80 che molti ricorderanno. Il territorio italiano tranne Trentino-Alto Adige, buona parte del Piemonte, il sud del Veneto, Sardegna, Salento e piccole altre zone, è quasi tutto sismico ma in alcune zone in particolare la sismicità è maggiore come in Friuli, Garfagnana, Appennino Umbro-Marchigiano, Abruzzo, Irpinia, Calabria e Sicilia Occidentale. I Castelli Romani però non rientrano in queste zone più a rischio essendo dunque a sismicità media”.
Perché in Italia ci sono i terremoti?
“La Penisola italiana si è formata dalla collisione tra le placche tettoniche africana ed adriatica con la placca tettonica europea”. La collisione tra la placca africana ed europea ha creato il sollevamento della catena alpina, mentre la placca adriatica a contatto con la placca europea ha formato due archi di collisione e subduzione (scivolamento di una placca sotto l’altra) creando l’Appennino Settentrionale, quello meridionale e quello calabro-siciliano.
La catena appenninica si sta ancora sollevando provocando la maggior parte dei terremoti italiani. Essa si trova in una zona di sutura tra due placche e le rocce che formano la parte superficiale della crosta terrestre sono coinvolte prevalentemente in movimenti orizzontali e compressivi ma a volte anche in movimenti orizzontali trascorrenti e rotativi, in Italia centrale”.

La sismicità nella nostra zona dei Castelli Romani a cosa è dovuta?
“E’ dovuta al movimento di faglie prodotte dal vecchio Vulcano Laziale durante la sua antica attività tra 730mila e 30mila anni fa e non a movimenti del serbatoio magmatico del vulcano stesso anche se è un vulcano non ancora spento e stabile geologicamente”. E’ chiaro però che la nostra zona risente di riflesso della sismicità di zone vicine più sismiche come l’Abruzzo per esempio. Tornando alla zona dei Castelli Romani, posso dire che non ci sono comunque i presupposti perché si verifichino dei terremoti disastrosi sebbene gli edifici risentano anche di scosse più lievi”.
Cosa si dovrebbe fare quindi secondo lei per la salvaguardia dei centri abitati?
“La nostra bella Italia è un Paese di antichi borghi e di faglie e la migliore prevenzione ad oggi è ancora quella di avere le costruzioni che rispettino le normative. Vorrei ricordare che non uccide il terremoto ma le case che crollano ed il patrimonio abitativo dei centri italiani è mediamente vetusto e mal tenuto.
Ricordo sempre che è molto più costoso riparare i danni di un terremoto che fare prevenzione, quindi è necessario un suo recupero così da rendere più sicuri i nostri centri storici”.

Grazie, Dott. Taddei per la sua disponibilità e per averci chiarito alcuni concetti scientifici non da tutti conosciuti.
“Direttore, mi chiami Fabio, ci conosciamo da tanto tempo. Ringrazio lei e la redazione del vostro giornale per avermi dato la possibilità di chiarire importanti concetti ai miei concittadini, dopo avere sentito da molti amici e conoscenti in questi giorni tante loro teorie del tutto personali sui terremoti.
E’ un piacere per me divulgare nozioni riguardanti ciò che ho studiato, soprattutto se riguardano la nostra città come ho già fatto in passato in convegni ed incontri pubblici sulla geologia ed i terremoti nella nostra zona”.

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