Ora sto con Morgan, lo scartato

di Giuseppe Signorin

Nonostante la pandemia ci è rimasta incollata alle dita quella polemica che ci aveva visti schierati chi con Morgan chi con Bugo, per la vicenda un po’ scabrosa dell’ultimo Sanremo. Ma questa volta, la canzone di Morgan è un pezzo che merita, vero. Una canzone in qualche modo cristiana.

Seguivo Bugo da anni e nonostante un po’ di volgarità l’ho sempre trovato geniale, semplice, diretto, imprevedibile. Quando è arrivato a Sanremo e ho visto le prime serate ero dispiaciuto perché si stava rivelando un flop clamoroso. Poi la follia di Morgan ha cambiato tutto e Bugo ha ottenuto il giusto riconoscimento. Ero dalla parte di Bugo, lo scorso Sanremo.

Ma Bugo l’ho visto imborghesirsi, in questi mesi, diventare più retorico, a partire dalla gestione dei social fino al video con Ambra Angiolini, e il fatto che sia juventino… Non so… Ha iniziato a scadermi…

Ora c’è un nuovo Sanremo e lui partecipa, Morgan no.

Morgan mi era parso proprio cattivo, lo scorso Sanremo, ma è un artista, un musicista che oggettivamente non ha nulla da invidiare agli altri nomi di Sanremo. Poi ho sentito la canzone scartata ed è una delle sue migliori.

Morgan è simile a Bugo, ma anche opposto: “alternativo”, indie ante litteram, però ha qualcosa di “classico”, di inattuale, che in Bugo non c’è. Sono entrambi colti ma Morgan di più, la sua cultura è più ampia e in buona parte è la sua fonte di ispirazione – a volte troppo -, mentre Bugo appare meno colto di quanto non sia e ha un approccio volutamente più leggero – a volte troppo.

Il pezzo di Morgan scartato, Il senso delle cose, è bello e sarà di gran lunga superiore alla media di quello che ascolteremo a Sanremo. È pure orecchiabile. E Morgan non si scaglia contro gli altri: Il senso delle cose è un mea culpa, una confessione. Morgan continua a ripetere che è stato lui a perdere tutto quello che ha perso. “Io ho perso… io ho perso…”, con un “io” marcato ogni volta, sottolineato con la voce, con quel canto strozzato in gola che si ritrova ormai da anni. Non dà colpa agli altri, ma a se stesso. È una canzone in qualche modo cristiana. (Mai ai livelli del nuovo progetto di poesia sperimentale su Instagram, “dirTy” – @volevo_dirty – di cui presto uscirà il manifesto. Questo non c’entra nulla e quindi volevo dirvelo).

Mia moglie sostiene che Morgan sia vittima di un mondo che ti concede tutto ma non ti perdona niente, citando Chesterton. Mia moglie ha sempre ragione. Oggi puoi fare tutto (Dpcm esclusi), ma poi la paghi cara.

Se lo scorso Sanremo, diciamo così, mi ero “schierato” con Bugo, questa volta sto con Morgan, lo scartato.

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