Draghi massone neoprogressista ed ex neoaristocratico è la più grande occasione per spiegare, sdoganare e normalizzare la percezione che gli italiani hanno della Massoneria. Illustrarne ombre e luci, andando oltre omissioni, rimozioni e demonizzazioni.

di Gioele Magaldi dal ( www.grandeoriente-democratico.com )

Se si apprezza l’Avvento di Draghi oggi a Palazzo Chigi e domani al Quirinale, forse merita la pena guardare con altri occhi al mondo dei cosiddetti “Figli della Vedova”.

Per le ragioni ampiamente spiegate da Gioele Magaldi (con il supporto di svariate sorelle e fratelli liberi muratori di ogni angolo del pianeta) nel libro Massoni. Società a responsabilità illimitata. La scoperta delle Ur-Lodges, Chiarelettere, Milano 2014 (e come sarà ribadito con ulteriori ragionamenti e prove nel volume 2 della serie: Globalizzazione, Esoterismo e Virus) i massoni, soggetto storico plurale e interclassista effettivamente rivoluzionario (la presunta “rivoluzione borghese” di marxiana memoria, interiorizzata dal senso comune di colti e meno colti è un concetto storiograficamente piuttosto flebile e aleatorio, come illustrato proprio nelle pagine di Massoni, volume 1) non hanno mai desiderato mettere una firma troppo esplicita e palese alla loro costruzione del mondo moderno e contemporaneo.

I detentori del potere, durante l’Ancien Régime, necessitavano invece di enfatizzare pubblicamente la loro retorica religiosa ed essoterica.

Per costoro, puntellatori di una società confessionale, iero e teo-craticamente orientata, il fatto che ogni potere promanasse dall’alto dei cieli e che si governasse in nome e per grazia di Dio su masse sterminate di sudditi (il cui dovere era l’obbedienza, la fede e la rassegnazione/sottomissione a gerarchie sociali ricalcate su quelle sovrannaturali) doveva essere ribadito in ogni ambito della convivenza umana, sottolineato e appalesato senza la minima possibilità di fraintendimento.

I massoni, dopo aver provocato e vinto tutte le rivoluzioni culturali, sociali, scientifiche e politiche dal XVII secolo in poi, hanno sempre preferito mettere una firma minuscola “in fondo al quadro”, leggibile solo da chi avesse indossato determinate lenti.

I massoni, egemoni in senso più che gramsciano su tutto l’Occidente, tra ‘700 e ‘900 e poi sull’ecumene globalizzata del XXI secolo, non amano ostentare la propria egemonia e, anzi, talora la dissimulano con raffinatezza.

I massoni per primi hanno impedito che, nei libri di storia, politologia e geopolitica di scuole e università la loro storia fosse narrata. Al massimo, poteva essere intuita e accennata, mai illustrata in modo chiaro, definito ed esaustivo.

Talora, sono stati proprio alcuni gruppi massonici ad ispirare campagne massonofobiche su altri gruppi latomistici, per le più svariate e spregiudicate ragioni.

Talaltra, sono stati proprio alcuni gruppi massonici a fomentare la ‘cagnara’ complottista e cospirazionista anti-massonica che impazza presso i più semplici e sprovveduti.

In Italia, poi, una prima demonizzazione della Libera Muratoria risale al periodo fascista, allorché lo stesso regime- pieno zeppo di massoni antidemocratici e oligarchici- si costituì in “Gran Loggia di Stato” occulta, mettendo nel contempo fuori legge le logge ordinarie ‘alla luce del sole’, di tradizione democratica, liberale, social-liberale e social-democratica.

A tale demonizzazione si unì la tradizione clericale (e clerico-fascista) che, sconfitta in epoca risorgimentale, unitaria e post-unitaria, intendeva cosi prendersi una rivincita contro coloro (i massoni, spesso cattolici) che avevano azzerato il potere temporale del Papa Re e laicizzato e parlamentarizzato la nazione e la società italiana.

Ma anche i socialisti massimalisti (uno di questi era stato Mussolini, che aveva chiesto l’espulsione dal Partito Socialista Italiano dei liberi muratori, mentre per altro verso si faceva finanziare da gruppi massonici conservatori/neoaristocratici francesi e britannici) nutrivano pulsioni anti-massoniche. Per non parlare dei comunisti, nonostante Lenin, Stalin Trotszky e molti altri protagonisti della Rivoluzione bolscevica e della Terza Internazionale fossero passati ipocritamente tra le colonne Jachin e Boaz…

Infine, nel secondo Dopoguerra (dal 1945 in poi), quando la Massoneria italiana venne ricostituita, le fu chiesto dagli stessi fratelli statunitensi e britannici di tenere un profilo basso, semi-occulto e discretissimo, perché le masse di analfabeti (in larga parte cattolici tradizionalisti e ‘poveri di spirito’) che abitavano la Penisola non avrebbero avuto gli strumenti culturali per comprendere e apprezzare adeguatamente una riabilitazione pubblica e palese della Libera Muratoria, dopo un ventennio di maledizioni e demonizzazioni all’insegna del complotto pluto-giudaico-massonico.

Però queste masse servivano per dare voti alla Democrazia cristiana e ad altri partiti, in chiave anticomunista.

Perciò, nonostante i partiti di governo pullulassero di massoni (ben piazzati anche nell’intelligence, nella burocrazia, nelle forze armate, nella diplomazia, nei media, ecc.)- che non mancavano neanche tra le fila comuniste- sulla storia, la teoria e la prassi della Massoneria italiana (artefice prima dell’epopea risorgimentale e unitaria del Paese) calò un imbarazzato silenzio.

I libri di storia di scuole superiori e università al massimo parlavano dei “carbonari”, rarissimamente dei massoni.

Ma i fratelli italiani ‘ordinari’, nonostante ciò, si erano re-inseriti normalmente (e senza essere perseguitati o calunniati/diffamati costantemente) nella società civile italiana.

Poi venne lo scandalo P2 del 1981.

Da allora, i media mainstream italici (saldamente in mano a filiere supermassoniche sovranazionali) continuano a non fare informazione adeguata su storia, teoria e prassi della Libera Muratoria, ma non perdono occasione di evocare le “inconfessabili e maligne trame massoniche”, allorché si tratti di raccontare affarucci, affaracci e malaffare in cui sarebbero coinvolti alcuni membri di logge ordinarie.

I media mainstream italici, comunque, se attaccano qualche massone o loggia o Gran Loggia (accomunati nell’affabulazione ai mafiosi, ai malavitosi e agli intrallazzatori/lobbysti), si permettono il lusso di farlo soltanto con fratelli e sorelle di reti massoniche ‘ordinarie’, ormai di modesto peso sociale.

Sulle Ur-Lodges, cioè sulle superlogge e sui supermassoni sovranazionali (che di tali media controllano editori e direttori) il silenzio è persino assordante.

E l’italiano medio, di massoni e massoneria poco sa e poco capisce, salvo ciò che gli raccontano le apologie polverose di mediocre livello o le paranoie complottiste diffuse a piene mani sul web e negli scaffali più scalcagnati delle varie librerie.

Fanno eccezione (positiva) alcuni contributi eruditi di rango accademico, che però non hanno il pregio di appassionare e di spiegare le questioni più importanti per l’opinione pubblica.

Da questo punto di vista, la serie di Massoni rappresenta un unicum, e alle sue pagine rinviamo per avere una comprensione adeguata della Libera Muratoria nelle sue varie sfaccettature.

Tenendo presente che la pubblicazione del volume 2 avverrà a ottobre 2021 e il titolo finale sarà Massoni 2. Globalizzazione, Esoterismo e Virus, si leggano comunque le osservazioni (da aggiornare) contenute in www.grandeoriente-democratico.com-Massoni-Volume-2-Sottotitolo

www.grandeoriente-democratico.com-Massoni-2-da-United-Freemaso

Orbene, il Presidente del Consiglio italiano incaricato è un supermassone di altissimo rango.

Il Fratello Mario Draghi è un supermassone di antica affiliazione.

Su ciò, si vedano le pagine del volume 1 della serie: Massoni. Società a responsabilità llimitata. La scoperta delle Ur-Lodges, Chiarelettere, Milano 2014 e contributi come questi:

www.grandeoriente-democratico.com-Il-massone-neo-progressista-

www.grandeoriente-democratico.com-Bastava-leggere-GOD-Libre-Id

Non chiedete necessariamente a Draghi di confermare la sua cifra massonica pubblicamente.

Oppure chiedeteglielo…e magari gli verrà voglia di confermarla e di raccontarla, auspicando lui stesso che anche in Italia, come in tutte le altre democrazie liberali dell’Occidente, rispetto alla Massoneria si diffonda finalmente un clima sereno e obiettivo di comprensione storico-sociologica e di corretta pedagogica mediatica, scolastica e accademica.

O piuttosto glisserà o negherà, in buon stile gesuitico, in attesa di tempi migliori…

Non è questo l’importante.

Tra gli addetti ai lavori del potere, tutti conoscono l’identità liberomuratoria del Fratello Draghi. E tanto basta.

Tanto basta, perché in virtù di ciò e della consapevolezza che la gran parte dei presidenti del consiglio e della repubblica italiana sono stati massoni, è giunto il momento di spiegare, sdoganare e normalizzare la percezione che gli italiani hanno della Massoneria.

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